Com’è nata la tua passione per la metafisica?
E’ una sorta di istinto che mi porto dentro da sempre. A livelli ed intensità diverse mi ha accompagnato fin da bambino. La prima riflessione che mi è venuta ascoltando questa domanda è: “Quello che vediamo è il riflesso di quello che siamo. Non vi è cosa più importante nell’esistenza terrena che scoprire ed applicare le regole della Creazione.”
Quanto hanno contato le esperienze di vita nell’avvicinarti a questo tipo di visione alternativa del mondo?
Tanto. Gli antagonismi e gli autosabotaggi che ho creato nella mia vita sono stati dei punti chiave per la mia evoluzione o meglio comprensione delle meccaniche della creazione. Le esperienze drammatiche non fortificano tutti, o meglio, fortificano in alcuni casi l’ego del soggetto che le vive, in altri potenziano la sua connessione con il proprio Sé. La differenza è che i soggetti che fortificano l’ego attraverso il dolore riproducono esperienze analoghe per tentare nuovamente di imparare la lezione. I soggetti che potenziano la connessione con il proprio Sé trascendono e integrano le proprie paure e passano oltre, raggiungendo un livello di consapevolezza e quindi di presenza più elevato. Ho provato a far parte di tutte e due i gruppi e consiglio di granlunga il secondo. : )
In apertura di Luce crei una similitudine con il film Matrix offrendo al lettore la possibilità di scegliele la pillola blu o la pillola rossa. Cosa ti ha spinto quindi, a scrivere questo questo volume?
Una sincera intenzione di condividere quello che ho capito durante una parte delle mie ricerche e conseguenti continue sperimetazioni su me stesso. Luce è un libro che crea una frattura nella percezione del lettore, una sorta di interruzione temporanea dei meccanicismi della vita quotidiana, quella dello schiavo, per lasciare intravedere come può essere vivere anche solo un istante da vero guerriero. E’ un preludio di ciò che sarà presto, una sintesi dei fattori e delle interpretazioni di essi che se non compresi e cambiati, ci obbligano a perpetuare una vita morta e priva di libertà.
Perché Quantic Publishing?
Quantic Publishing nasce dal sogno di un’editoria che parla di evoluzione, di conoscenza di sé e dell’indistruttibilità dell’uomo. Il richiamo alla meccanica quantistica è quindi perfetto, le sue teorie mettono in discussione la così detta realtà e ci insegnano che il tempo è un’illusione che ci impedisce di riconoscere la nostra quadrimensionalità. Quantic raccoglie informazioni e ve le inoltra, è una sorta di sentinella evolutiva.
Come vedi il mondo dell’editoria oggi?
L’editoria oggi è alla svolta, la carta sparirà presto e rimarrà una soluzione adatta solo per la stampa di volumi a tiratura minima, volumi esclusivi, prestigiosi, da collector insomma. Vedremo la massima espressione dell’era digitale nei prossimi anni e vedranno la luce tecnologie infinitamente più potenti degli eBook ed Enhanced eBook (con contenuti multimediali) attualmente disponibili. Assumeremo presto nuove abitudini, costituite dall’utilizzo di tablets, smartphones, notebooks per leggere, trasportare, aggiornare e produrre informazioni. La rete con la sua magica cloud technology fa e farà sempre più da supporto a questa silenziosa rivoluzione culturale.
Il digital publishing offre un mondo di opportunità per l’editore, per l’autore e anche e soprattutto per il lettore, tra queste:
- Rapidità di divulgazione dell’opera;
- Immediatezza nella correzione di errori;
- Nessuna frontiera, i contenuti sono disponibili subito per tutti e in tutto il mondo;
- Nessun cartello distributivo: infatti almeno per il momento e per i servizi di base, anche i due più grandi top digital store internazionali trattano quasi tutti gli editori allo stesso modo;
- Libertà di movimento grazie alla estrema portabilità dei contenuti digitali, una intera libreria personale in un Tablet, è un’evoluzione del concetto di lettura e conservazione delle opere;
- Investimenti più contenuti dovendo evitare costi di stampa, distribuzione (che incide in alcuni casi fino al 60%) ed infine i costi di spedizione,
- Zero inquinamento diretto (materie prime, stampa: energia elettrica, scarti di lavorazione, trasporto su gomma: carburante, derivati, materiali di consumo del mezzo). Rimane, è vero, l’inquinamento generato dai server che ospitano i contenuti multimediali ma come è possibile immaginare è infinitamente inferiore a quello diretto.
- Ricaduta economica positiva sul cliente finale, gli ebook sono economici a anche se numerosi editori resistono al cambiamento proponendo prezzi sconcertanti, il futuro che ormai è un presente molto vicino (un anno circa) è una editoria evolutiva, digitale, a basso costo. Un ebook dovrebbe costare ordinariamente da 0,99 a 2,99 euro. Esistono casi particolari (tecnicità dell’opera, lunghezza, features, bundle, tracklist in aggiunta, audiolibro in aggiunta, ecc.) che possono arrivare anche a prezzi molto elevati ma in questo caso viene offerto un vero e proprio kit, non un semplice ebook.
- Maggiori possibilità per l’Autore di affermarsi perché la divulgazione degli ebook viene svolta nella rete e proprio in essa, grazie alla velocità di scambio di informazioni che garantisce, l’autore può essere notato, ascoltato, visto, tweet-ato, share-ato, like-ato, link-ato, ecc.;
L’editoria, per concludere, si trova esattamente anch’essa in profondo cambiamento, come quello che l’intera umanità sta vivendo. Ci troviamo nel più grande ricentramento nella storia del genere umano. I paradigmi classici verranno presto completamente sostituiti da nuovi, orientati all’evoluzione, all’amore e alla libertà. Osserveremo cambiamenti globali che stravolgeranno in bene le nostre vite e quindi anche le nostre occupazioni, interessi, priorità. Noi siamo la popolazione che vive a cavallo di due mondi, questa è l’età dell’oro.
Restando in tema di rivoluzione digitale, chi era per te, Steve Jobs?
Un evoluzionario, come lo è stato Michael Jackson e come lo è oggi Richard Branson, il fondatore della straordinaria global branding: Virgin.
Steve Jobs ha saputo offrire alternative reali, potenti, riconoscibili, ambite e affascinanti. Ha saputo trasformare oggetti di design leggendario in emozioni, lo considero personalmente il più abile mago visionario dell’era dell’informazione. Rispetto profondamente questo straordinario uomo e spesso prendo spunto da lui nel mio business.
Le nostre attività, imprese e progetti possono godere di nuova luce e prosperità unendo due fattori:
il suo estro minimale, la sua efficacia operativa e il suo innato potere alchemico capace di trasformare oggetti inanimati in contenitori di emozioni rapida diffusione;
i concetti e le tecniche evolutive moderne che portano progressivamente alla disfatta dell’ego, alla celebrazione del Sé e allo stato di Amore che garantisce l’invulnerabilità;
Con questa via già tracciata da altri, siamo in potere di far collassare l’onda e di creare impossibile, di solidificare il sogno e di continuare a celebrare ed onorare chi l’ha fatto prima di noi.
Che cosa vorresti dire alle persone che oggi soffrono per i più svariati e diversi motivi?
Vorrei dire che soffrire è un modo per risolvere in alcuni casi il problema. Soprattutto in quei casi dove la sofferenza è atroce è lo stato della persona è devastato. Li, in quell’istante, siamo nel momento in cui è possibile trascendere convinzioni, paure, traumi, e regole imposte che hanno generato le condizioni causa di sofferenza. Per farlo occorre andare oltre il punto di rottura, è come se quando sei già distrutto dagli eventi, chiedessi che le emozioni, lo scoramento si amplificassero, ecco, questo atto di potere è la via di uscita. Naturalmente non è un atto possibile per tutti. Molti hanno paura della sofferenza e paradossalmente pur continuando a soffrire e perpetuare le stesse situazioni, resistono in essa.
Esistono altri modi per uscire dal dolore. Aumentare la propria consapevolezza, la propria presenza è la chiave per la diminuzione fino al dissolvimento degli autosabotaggi e quindi delle situazioni che ci provocano sofferenza. Possiamo farlo attraverso migliaia di tecniche, anche in autonomia. Quindi, alla persona che soffre direi: “Sei disposto/a a lasciare andare la tua sofferenza?” – “Sei disposto/a a perdere il tuo vantaggio derivante dalla sofferenza?” – “Sei disposto/a ad assumertene tutte le responsabilità?”.
Se si allora non resta che consigliargli di meditare quotidianamente, iniziare ad ascoltarsi di più, offrire a se stesso/a delle alternative alla ruotine di vita che probabilmente non ha scelto, cambiare lavoro per esempio, dedicarsi a quello che più lo/la può avvicinare alla propria vera natura.
Non c’è niente di più tremendo che essere e sentirsi uno scrittore e vivere una vita e poi abbandonare il corpo da addetto vendita di un supermercato / da bancario / da meccanico / da commesso / da ingegnere / da rappresentante, ecc.
Dal punto di vista terapeutico consiglio tecniche possibilmente prive di rebound e di fare dei test kinesiologici e/o radioestesici per poter scegliere quella o quelle più in risonanza con se stessi, es.:
- EFT Emotional Freedom Techniques | Gary Craig e in Italia Andrea Fredi
- Theta Healing | Vianna Stibal
- The Reconnection | Dr. Eric Pearl
- Rebirthing | Leonard Orr
- PEAT | Zivorad Mihajlovic Slavinski
- DP4 | Zivorad Mihajlovic Slavinski
- Meditazione Dinamica | Osho
ecc.
Esistono tecniche efficaci da molti anni e ne vengono scoperte ogni anno a centinaia, è solo una questione di scelta e poi di azione, ad ognuno le sue in funzione della massima efficacia possibile.
Buon viaggio a loro dunque!
Perché ad un certo punto la scelta vegana? L’alimentazione è consapevolezza?
Il corpo è il riflesso fisico del nostro Sé. E’ la proiezione della nostra anima. Amarsi è imperativo, lo è sempre stato ed è fondamentale in questa epoca. Chi si ama profondamente non ha deficienze, non ha conflitti e quindi non deforma il proprio corpo con sostanze come il cibo, gli alcolici, le droghe, ecc.. Non si tratta di forzarsi a non fare ma di accettare il proprio stato qualunque esso sia e di dissolvere attraverso numerosi metodi disponibili le proprie convinzioni degradanti riguardo al cibo e le proprie paure come quella del giudizio e del bisogno.
Mangiare tanto, mangiare male, mangiare carne e latticini sono conseguenze di deformità insite nelle proprie convinzioni. Inoltre nella dieta onnivora e vegetariana vi sono complicazioni di orgine economica, etica, salutistica e ambientale reperibili ovunque in rete. Avere un cane e mangiare una mucca sono meccanismi duali, come lo sono andare in biciletta a lavoro per inquinare di meno e mangiare un hambugher o essere animalisti e bere del latte.
L’uomo della nuova era sarà almeno vegano. L’aumento di consapevolezza è inversamente proporzionale alla quantità di cibo ingerito che deve necessariamente derivare da fonti esclusivamente vegetali.
Quali sono i tuoi progetti editoriali per il 2012?
Sono numerosissimi e inoltre godranno della massima diffusione, infatti adotteremo tutti i maggiori standard digitali disponibili sul mercato. Stiamo producendo decine di nuovi titoli e sperimentando tecnologie davvero soprendenti.
Stay Tuned!
Rimane anche un sogno nel cassetto?
Fondare una compagnia cinematografica che attraverso le sue produzioni inneschi il cambiamento profondo negli spettatori.
I film debilitanti, che offrono tristezza a buon mercato e fine a se stessa, che trasferiscono pseudo terrore e rinforzano le nostre gabbie di cristallo (gabbie psicologiche individuali o collettive che impediscono di accedere alla libertà) hanno fatto la loro epoca, la nuova era si tinge di AMORE assoluto e l’unica ragione alla base della realizzazione di un film è quella terapeutica, che sia ottenuta con un sorriso, un pianto o una percezione inconscia. Ci troviamo nel campo delle infinite possibilità a servizio del raggiungimento della nostra libertà. Il cinema deve spezzare gabbie, non costruirne altre. Presto a mio avviso assisteremo ad una rivoluzione anche in questo straordinario e potentissimo settore.