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David, perché hai deciso di scrivere questo libro?
“In realtà il libro si è scritto da solo nell’arco degli ultimi sei anni, periodo in cui ho sperimentato una trasformazione interiore dovuta a cambiamenti radicali della mia vita. Il mio contatto con il mondo dell’energia è cominciato molto presto, circa a 12 anni, quando frequentavo corsi di karate e successivamente, di Aikido. Sono venuto a contatto, attraverso le arti marziali, con la filosofia orientale, che poi ho approfondito nel corso degli anni, fino a laurearmi proprio in storia delle religioni con una tesi sull'uso del suono nelle tradizioni spirituali indiane. Mi sono interessato all’alchimia, all’esoterismo, allo sciamanesimo, alle tecniche di crescita moderne e antiche, alla respirazione. Il libro rispecchia questo lungo percorso, e il mio impegno è stato quello di sistemare in modo leggibile tutto il materiale che avevo buttato giù in questi ultimi anni, mantenendolo vivo e senza privarlo di quel carattere rapsodico che caratterizza ogni sentiero di crescita ed evoluzione.”
A chi è rivolto?
“Principalmente a chi ha voglia di chiedersi cosa si nasconde dietro quella che chiamiamo realtà. Come tutti i libri, sarà lui ad attrarre chi ne ha bisogno. Parafrasando un celebre detto, “quando il lettore è pronto, il libro arriva.”
Scrivi che evolversi significa spesso guardare indietro con i mezzi che si hanno a disposizione, cosa significa?
“Penso alla metafora della guida di una macchina. Quante volte facciamo retromarcia per poter andare dove vogliamo? Guardare indietro significa partire esattamente da dove siamo, cioè da quel complesso di credenze, convinzioni, idee che ci hanno portato ad essere proprio quello che siamo. D’altronde, non possiamo fare altrimenti. Ma significa anche tenere sempre a mente che non esiste una crescita lineare. Tutto in natura è ciclico, e ricordare da dove veniamo ci aiuta a sapere dove stiamo andando. La storia si ripete. Oggi abbiamo a disposizione una tecnologia molto avanzata, ma se non guardiamo alle nostre radici, alle leggi della natura, rischiamo di autodistruggerci. Se non guardiamo alla saggezza dei mistici delle epoche passate, tutto il nostro progresso non può che portarci alla rovina.”
Nel volume spieghi il metodo per attrarre ricchezza… basta un saggio per comprendere come trovare quello cui l’uomo è alla ricerca da sempre?
“La ricchezza vera di un essere umano si misura dalle cose cui può rinunciare senza soffrire. I soldi sono solo un aspetto parziale della ricchezza, anche se il mondo, soprattutto negli ultimi tempi, sembra girare tutto intorno all’economia, al denaro. Tutta la nostra vita è condizionata da questa visione ristretta ed alienante delle cose, per cui sembra che tutto, per avere un valore, debba avere un prezzo. Tutti sanno che il valore di una moneta non è intrinseco, ma solo formale. Eppure siamo disposti a tutto pur di accumulare ricchezze materiali. Evidentemente abbiamo perso qualche passaggio evolutivo. Attrarre soldi non è diverso dall’attrarre qualsiasi altra cosa. Il problema è che noi non possiamo trovare la felicità nei soldi, e quindi non sempre vogliamo veramente attrarli. L’uomo, essenzialmente, è un cacciatore di emozioni. Tutto ciò che fa è solo un mezzo, più o meno lecito o distorto, per procurasi emozioni piacevoli.”
Esiste nell’uomo una capacità intrinseca di auto-guarigione?
“Credo che non esista guarigione, ma solo auto-guarigione. La vera salute si può ottenere soltanto partendo dalla nostra interiorità, lavorando sui nostri limiti mentali ed aprendosi all’idea di salute. Credo che le medicine, frutto di una scienza medica troppo specialistica ed asservita alle case farmaceutiche, siano solo l’estrema ratio, ma che non possano mai essere un rimedio definitivo. La salute dipende essenzialmente da cosa pensiamo e da cosa mangiamo. L’uomo è condizionato a credersi debole e bisognoso di medicine. È condizionato a seguire un'alimentazione catastrofica, che mina alle basi le funzioni delicate dell’organismo. E si ammala quindi perché non sa che potrebbe stare bene, e che la sua salute dipende da cosa mangia e da cosa crede in profondità, da quali sono le sue paure e le sue convinzioni. Dipende dal suo stile di vita e dalla quantità di energia pulita che riesce ad immettere nel corpo fisico, mentale e spirituale.”
Possiamo dare forma alla realtà attraverso l’energia dei nostri pensieri?
“Con i pensieri possiamo dare forma alla realtà astrale. Un pensiero è già una realtà. Non è detto che poi si manifesti in questa realtà tridimensionale. La nostra energia interiore, la nostra convinzione e tenacia, la nostra capacità di non essere attaccati al frutto delle nostre azioni, permette ai nostri pensieri di manifestarsi anche nel mondo tridimensionale. Ma deve essere qualcosa di molto profondo. Quando pensiamo, creiamo forme non meno reali di una pietra. Queste poi dovranno essere nutrite in modo da renderle manifeste in questa dimensione e quindi fruibili anche dal nostro corpo.”
Qual è il condizionamento di cui l’uomo è maggiormente vittima?
“Sicuramente il credersi separati dal resto del mondo. Credere che esista qualcosa là fuori che non ci riguarda. Da questo senso di estraneità deriva una serie di condizionamenti più o meno forti. Uno di essi è quello riguardante l’alimentazione. Ci hanno fatto credere che l’uomo è onnivoro, quando le evidenze fisiologiche, e il fatto che gli ospedali siano pieni nonostante il presunto progresso, dimostrano che l’uomo è un essere frugivoro. Un altro condizionamento forte è quello riguardante l’importanza che diamo ai soldi, al senso di proprietà. Un’illusione che ci porta a fare guerre, ad essere violenti ed egoisti. Crediamo, aiutati dalla mentalità e dal metodo scientifico, che la realtà sia limitata al ristrettissimo confine dei nostri sensi, e per questo perdiamo spesso il reale valore delle cose. Questi sono macro-condizionamenti. Poi ci sono quelli che ognuno si porta dietro per via dell’educazione, della cultura in cui è vissuto. Tutto questo forma una bolla in cui viviamo come prigionieri e dalla quale non vogliamo uscire, e che rappresenta la nostra visione del mondo. Anzi la difendiamo dalle bolle degli altri, in modo da rimanere sempre nella nostra comoda gabbia fatta di ignoranza.”
Scrivi che siamo sempre animati dalle migliori intenzioni, anche quando facciamo qualcosa di “sbagliato” o causiamo del male, allora come comprendere un comportamento nocivo?
“Credo che un comportamento sia giusto quando va verso la vita, l’espansione. Tutti sanno inconsciamente cosa è bene, e se fossero realmente liberi non esisterebbe il male. Il male nasce quando la spontaneità naturale è rotta, è allora che emerge l’idea del bene e del male. La legge naturale dice che tutto si evolve, cresce, muore e rinasce. Quando dico che siamo sempre animati da buone intenzioni, intendo dire che partiamo sempre da dove siamo, e crediamo sempre che quello che facciamo sia un bene. Anche Hitler pensava di far bene. Ma non andava certo verso la vita.”
Come si fa a comprendere chi siamo?
“Noi viviamo con una piccola foglia davanti agli occhi, e questa non ci permette di vedere il sole. È semplice togliere questa foglia, cioè l'ego. Noi crediamo di essere il nostro ego, la bolla di cui parlavo prima. Se ci affacciamo fuori dalla bolla, se spostiamo un po’ la foglia, scopriamo chi siamo.”
Come recepiscono le persone la possibilità di un cambiamento sostanziale nella propria vita?
“Ognuno ha i propri segni. Di solito l’entusiasmo è il segno che stiamo andando nella giusta direzione. Il senso di energia, di forza che contraddistingue le azioni che corrispondono al nostro cammino è inconfondibile.”
Ci sono dei condizionamenti sbagliati nella società di oggi?
“Purtroppo facciamo prima a parlare di quelli giusti, o meglio positivi. Ma oltre a quelli di cui abbiamo già parlato, direi che il peggiore è il fatto di pensare che qualcuno sia responsabile della realtà al posto nostro, quando invece siamo noi, in ogni attimo della nostra vita, che decidiamo cosa fare, che sappiamo cosa vogliamo e che abbiamo il potere di farlo. La realtà è l’emanazione dei nostri pensieri, un prolungamento del nostro corpo. Se l’uomo non scopre in sé questa sua natura infinita, non può dire di aver vissuto.”
Come fa un genitore a crescere un figlio senza incanalarlo in schemi comportamentali?
“Un genitore può solo scegliere di trasmettere ai figli schemi che lui ritiene giusti. Appena nasciamo siamo soggetti ai condizionamenti. L’importante è dare anche gli strumenti per tirarsene fuori. Purtroppo molti genitori si limitano a trasmettere ciò che la società impone, così ci ritroviamo generazioni di automi adattati socialmente e che sottostanno a leggi sciocche. Penso alle vaccinazioni selvagge, all’uso di farmaci indiscriminato, all’alimentazione cadaverica cui sottoponiamo creature che nascono perfette e che ci premuriamo continuamente di rinchiudere nelle gabbiette anguste delle nostre menti limitate. Non lo facciamo con cattiveria, ma perché seguiamo una prassi, un’abitudine, un condizionamento.”
Oggi chi si può definire libero?
“Come in ogni epoca, libero è colui che segue la propria voce interiore, al di là dei condizionamenti. Che non crede che il mondo sia tutto qui. La cosa difficile è sentire quella voce, nonostante il rumore assordante con cui il mondo, che ci siamo costruiti, ci aggredisce costantemente.”
Tratti spesso nel volume di “livello energetico”, ci spieghi brevemente che cos’è?
“L’universo è composto da spettri di frequenze. Noi viviamo in molti universi contemporaneamente ma siamo consapevoli solo di quello tridimensionale, sensoriale. La nostra energia è a questo livello. Se riusciamo ad aumentare le nostre frequenze, il mondo ci appare diverso. Pensiamo ad esempio ai radiotelescopi, che ci mostrano un universo completamente diverso da quello dei telescopi ottici. Questo perché captano onde diverse. Le frequenze sono tutte insieme allo stesso tempo, e noi vi siamo immersi, ma riusciamo a vedere solo quelle al nostro livello vibratorio.”
Nella tua ottica di studio cosa si dovrebbe insegnare a scuola?
“A vivere. Le scuole oggi somigliano molto a fabbriche di esseri socialmente adattati. L’arte, la libera espressione di sé, l’allenamento delle potenzialità della mente, l’educazione alla salute e quindi alla giusta alimentazione, dovrebbero costituire le materie fondamentali. Purtroppo le scuole riflettono il nostro modo di pensare, quindi la priorità è data alla matematica, alla scienza. I menù scolastici avvelenano giornalmente i bambini con cibi inadatti e pieni di pesticidi, ormoni, antibiotici. E consideriamo questo normale. Se vogliamo cambiare questa società, dobbiamo ripensare drasticamente alla nostra idea di educazione.”
I tuoi studi ti hanno insegnato ad essere più felice?
“I miei studi e le mie esperienze mi hanno arricchito molto. Non in senso economico, almeno non ancora. Però posso dire di sentirmi più sicuro, più sano, più positivo. Posso dire di aver trovato un centro di osservazione del mondo che mi consente di vedere un po’ più lontano. Ma anche io, ovviamente, sono sempre in cammino ed aperto a conoscere, imparare, scoprire. Sono curioso di natura!”
Cosa ti fa paura?
“Ho paura della prepotenza delle persone e dell’acqua alta.”
Perché non l’hai combattuta…?
“Ci sto lavorando.”
Chi può fare meditazione?
“Tutti, tenendo presente che ognuno ha il suo modo di meditare e di camminare lungo il sentiero della vita. Non mancano le tecniche, le scuole. Manca essenzialmente la voglia di impegnarsi realmente in un percorso di consapevolezza, perché ogni scoperta ci costringe ad abbandonare vecchi schemi che ci vorremmo tenere ben stretti.”
È difficile da imparare?
“Come ho detto, ognuno ha la sua via, e sarebbe bene che fosse piacevole. Molti seguono la via della privazione, altri del piacere dei sensi. L’importante è avere voglia di superare le proprie barriere interiori e di scoprire chi si nasconde realmente dietro le facciate che abbiamo costruito negli anni. Ci vuole coraggio.”
Sapresti fare un nome di un “illuminato” dell’era moderna?
“Io amo molto Osho e lo considero una delle menti più brillanti di sempre. Ma in questo seguo il pensiero di Buddha. Ognuno di noi è già un illuminato. Solo che non sa di esserlo. Cercare fuori di noi un maestro può essere una stampella temporanea, ma non deve distrarci dalla vera ricerca, che è e rimane sempre verso l’interiorità, verso il vero Maestro.”
Cosa ti aspetti da questa avventura editoriale?
“Di imparare qualcosa, di essere criticato e di imparare nuovi aspetti di me stesso e della vita. Di far pensare, riflettere. Questo libro è rivolto principalmente a me stesso e a tutti quelli come me che credono di essere infiniti e non si accontentano di spiegazioni preconfezionate.”